L’ernia del disco nel cane è una patologia piuttosto frequente e può portare anche alla paralisi e a manifestazioni molto dolorose.

Che cos’è l’ernia del disco?

Quando si parla di ernia del disco, si intende una patologia della colonna vertebrale in cui il cuscinetto di ammortizzazione fra le due vertebre (il disco intervertebrale appunto) si sposta, in parte o totalmente, dalla sua sede.

La colonna vertebrale è formata da tante vertebre unite fra loro tramite i dischi vertebrali, una struttura fibrocartilaginea che funge come una sorta di “cuscinetto ammortizzatore”, che ha la funzione di ammortizzare le sollecitazioni a carico del rachide e permettere i movimenti di rotazione, flessione ed estensione.

Volgarmente, si chiama “ernia del disco” la fuoriuscita del materiale fibro-gelatinoso che compone il disco intervertebrale fra le due vertebre.

Dal momento che le vertebre formano una galleria ossea lungo la quale scorre il midollo spinale, è facile comprendere come il disco erniato possa provocare sintomi neurologici.

Le cause dell’ernia del disco

Le cause dell’ernia del disco sono diverse, ma sicuramente un ruolo importante è svolto dalla predisposizione anatomica: nei soggetti predisposti, la degenerazione del nucleo polposo può iniziare già nei primi mesi di vita e consiste nella modifica della consistenza (da elastico e trasparente diventa fibrocartilagineo e grigio) e nella perdita delle sue caratteristiche meccaniche.

L’ernia del disco può capitare a ogni cane, ma per la loro struttura anatomica ne sono predisposti i soggetti condrodistrofici, cani con arti molto corti rispetto alla lunghezza del tronco. Alcune razze con questa conformazione sono: Bassotti, Bassethound, Bouledogue francese, Yorkshire, Pechinese, Corgi, Carlino, Cocker, Beagle, Jack Russel, Maltese e tutti i vari incroci.
Ma anche i cani più grandi non sono immuni: a causa della debolezza del rivestimento esterno del disco ne possono soffrire Pastori Tedeschi, Doberman, Labrador, Rottweiler, Husky.

Oltre alla conformazione fisica, fattori predisponenti nell’ernia del disco sono l’obesità, il ridotto tono della muscolatura della colonna, il saltare spesso su e giù da posizioni rialzate (letti, sedie, divani…) e fare molto spesso le scale.

Le cause scatenanti dell’ernia del disco variano a seconda del tipo: nei cani condrodistrofici, è la degenerazione precoce del disco, nei soggetti di grossa taglia (soprattutto se giovani o adulti) è il trauma a provocare lo scatenarsi dei sintomi.

L’ernia del disco non è solo una patologia del cane anziano

Il pensiero comune che limita l’ernia del disco a una patologia del cane anziano è errato: nelle razze condrodistrofiche, la degenerazione del nucleo polposo può raggiungere il 75 – 90% entro l’anno di vita. L’età di insorgenza può andare da uno a sei anni d’età.

Solo nei cani non condrodistrofici si assiste a una maggiore frequenza della patologia a partire dagli otto – dieci anni di età, dove il disco va incontro a una fisiologica degenarazione.

Estrusione o protusione?

Ernia del disco cervicale

Ernia del disco cervicale

Ernia del disco lombare

Ernia del disco lombare

Il disco intervertebrale è composto da due parti disposte concentricamente: internamente c’è il nucleo polposo gelatinoso, esternamente l’anello fibroso di contenimento.
Entrambe le parti possono andare incontro a degenerazione, con grave modificazione della struttura del disco intervertebrale.

  • Estrusione o prolasso discale
    Condizione più grave per cui l’anello fibroso cede e il nucleo polposo viene proiettato nel canale del midollo spinale
  • Ernia o protusione del disco
    L’anello fibroso rimane integro nonostante la degenerazione del nucleo polposo spinga su di esso e provochi una sorta di piccola gobba che va a comprimere il midollo.

In entrambi i casi la conseguenza è la compressione del midollo spinale e delle radici nervose.

Ernia del disco Tratto toracolombale normale

Tratto toracolombale normale

 

La classificazione dell’ernia del disco

L’ernia del disco nel cane è stata studiata da Dottor Hensen, che le ha classificate in:

  1. Hensen I: la degenerazione del disco provoca la rottura dell’anulus
    Tipica delle razze condrodistrofiche, può essere dovuto ad una causa acuta o ad un’evoluzione di microtraumi.

    Ernia del disco Hansen tipo I nel canale vertebrale lombare

    Ernia del disco Hansen tipo I nel canale vertebrale lombare

  2. Hensen II: la protrusione dell’anulus che si deforma rimanendo integro.
    Tipico dei cani di grossa taglia, può essere provocato da una lenta degenerazione del disco.

L’ernia del disco nel cane può essere

  • Cronica, quando la fuoriuscita è lenta e la compressione del midollo graduale, i deficit motori sono lenti e ingravescenti
  • Acuta, quando il cane improvvisamente prova un gran dolore ed è ancora in grado di camminare o si paralizza e non si alza più.
    Ernia del disco Hansen tipo II

    Ernia del disco Hansen tipo II

I sintomi dell’ernia del disco

I sintomi di ernia del disco sono subdoli e non sempre sono chiaramente riconoscibili.

Il sintomo principale è il dolore e i comportamenti anomali: improvvisamente, il nostro amico a quattro zampe si rifiuta di saltare, non vuole fare le scale, preferisce stare sdraiato, sta inarcato con addome teso (sembra quasi che abbia mal di pancia).
Altri sintomi neurologici possono essere la mancanza di coordinazione, la debolezza nelle gambe posteriori, la paralisi.

Quando l’ernia si trova nel tratto cervicale, si possono osservare guaiti spontanei, rigidità del collo, difficoltà ad alzare la testa, contratture della muscolatura del collo, per girarsi, gira tutto il corpo e non solo la testa. Spesso si ha l’impressione che il cane abbia male da tutt’altra parte: se il cane non vede chi si avvicina da dietro e viene toccato, istintivamente si girerà di scatto e in quel momento urlerà di dolore, lasciando il proprietario in confusione.

La diagnosi di ernia del disco

Nel caso dell’ernia del disco, è importantissima la velocità della diagnosi e dell’intervento per scongiurare danni permanenti.

Se si sospetta che il proprio cane soffra di problemi alla colonna vertebrale, è importante rivolgersi con tempestività al veterinario, che procederà con la visita e approfondimenti diagnostici, compresa la valutazione neurologica.

La sola radiografia convenzionale fornisce solitamente scarse informazioni e serve a escludere lesioni ossee.

Per indagare lo stato del midollo spinale, non visibile ai raggi X, è necessario procedere con appositi esami mediante mezzo di contrasto (mielografia) o con mezzi di diagnostica per immagini come la TC/meilo TC e la Risonanza magnetica.

Attraverso questi esami, è possibile confermare la diagnosi e localizzare perfettamente la sede della lesione discale e procedere con la terapia o l’intervento idoneo.

Terapia conservativa e trattamento chirurgico dell’ernia del disco

Qualora la compressione non provochi deficit neurologici e il dolore risponda alle terapie analgesiche e antinfiammatorie, è possibile tentare la strada della terapia conservativa e dei controlli periodici, con la consapevolezza che la situazione può peggiorare improvvisamente. La terapia conservativa consiste in un supporto farmacologico antidolorifico e antinfiammatorio, riposo in gabbia per 4/6 settimane e fisioterapia. La prognosi dipende dai sintomi clinici, dalla tempestività della diagnosi e dalla collaborazione del proprietario, che deve mantenere il cane fermo in gabbia per settimane (e quindi gestire un animale non autonomo).

L’intervento chirurgico è la terapia d’elezione per tutti quei casi dove ci sono danni midollari ed è volta a decomprimere il midollo spinale.
In base alla localizzazione della lezione, si effettua l’intervento appropriato:

  • Emilaminectomia laterale per le estrusioni discali toraco-lombari
    si crea una finestra sulla parte superiore della vertebra e si asporta il materiale erniato
  • Slot ventrale per le estrusioni cervicali con eventuale stabilizzazione vertebrale
    si crea una finestra per rimuovere il materiale discale e decomprimere il midollo, con accesso dalla parte inferiore della vertebra (sotto il collo)

Il recupero postoperatorio dell’ernia del disco

In neurochirurgia il postoperatorio ha un ruolo fondamentale per il recupero delle funzioni motorie: a seconda della gravità dei sintomi, il decorso postoperatorio può durare anche diverse settimane. Per questo motivo il nostro protocollo prevede l’ospedalizzazione del paziente nei primi giorni successivi alla chirurgia per evitare ogni possibile trauma spinale. Una volta superata questa prima fase si procede alla fisioterapia riabilitativa tramite esercizi manuali e attrezzature che sostengono l’animale durante il recupero della deambulazione.

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