Nel periodo che va dalla primavera all’inizio dell’estate i proprietari di cani e gatti devono fare particolare attenzione a un nemico silenzioso e subdolo, che rischia di rovinare le passeggiate in compagnia del nostro amico peloso. Esempio di forasacchi

Stiamo parlando dei forasacchi, nome popolare che indica le ariste delle graminacee selvatiche, che crescono praticamente ovunque ci sia del verde: campi coltivati, giardini privati, aiuole, parchi cittadini o semplicemente sul ciglio della strada. Queste spighe possono essere di vari tipi e dimensioni, ma di solito sono lunghe da 1,5 a 3 centimetri, con un colore che vira dal giallo paglierino al marrone scuro, una forma a lancia ricoperta da tante

sottili spine, non sempre visibili a occhio nudo ma chiaramente percepibili al tatto.

 

Perché i forasacchi sono pericolosi?

I forasacchi diventano insidiosi nel momento in cui cadono (o vengono tagliati) dalla pianta. La loro pericolosità è insita nella loro stessa natura: infatti tendono ad attaccarsi ad ospiti involontari (tipicamente il pelo degli animali ma anche ai nostri vestiti durante una passeggiata) per essere trasportati e propagarsi nello spazio. La loro particolare forma appuntita e le zigrinature che li ricoprono, permettono loro di infilarsi con facilità nelle cavità corporee o addirittura di penetrare la pelle dell’animale, l’apertura ad ombrello inoltre impedisce che possano tornare indietro, procedendo solo in avanti. È quindi superfluo specificare che questo rende difficile che l’animale riesca a liberarsi spontaneamente da un forasacco: molto spesso è necessario ricorrere all’intervento di un veterinario.

Esempio di forasacchiÈ diffusa la credenza che ad esserne colpiti siano quasi esclusivamente i cani da caccia, a causa del loro vagare liberi per i campi, proprio nel periodo di maturazione di queste antipatiche spighe. Ma non è così: proprio perché il forasacco è una pianta particolarmente infestante, anche i cani che passeggiano nei parchi cittadini possono incontrarlo. E lo stesso vale per i gatti.
In estrema sintesi, tutti i proprietari di animali che vengono a contatto con zone verdi devono riconoscere il forasacco, controllare accuratamente e in modo corretto il proprio animale al rientro della passeggiata e accorgersi tempestivamente se è necessario un consulto veterinario.

 

Quali sono le zone più esposte del nostro animale ai forasacchi?

I forasacchi sono in grado di penetrare in tutte le parti del corpo dell’animale ma le zone da controllare con particolare attenzione sono la cute, le orecchie, il naso, la bocca, gli occhi, le zampe, le logge ascellari, l’inguine, la zona perianale sotto la coda e i genitali. Controllo del pelo

  • Cute: il forasacco si attacca al pelo, di solito medio o lungo, e con la sua forma appuntita, sfruttando i movimenti dell’animale, si spinge verso la cute, forandola e penetrando parzialmente o completamente. A seconda delle fasce muscolari coinvolte, il forasacco può fermarsi lì oppure, spinto dalle contrazioni muscolari, spostarsi anche di molto rispetto alla zona di penetrazione. Una volta sottocute, il sistema immunitario del cane lo tratta da corpo estraneo e cerca di liberarsene: si forma un’infiammazione, che può degenerare in un ascesso o in una fistola. Quando il forasacco si ferma nel sottocute è spesso necessaria la chirurgia volta ad estrarlo.
  • Orecchio: il forasacco infilato nell’orecchio provoca fastidio e grande dolore all’animale, che tenderà a sbattere la testa più e più volte oppure a tenerla reclinata da un lato. Se non trattato tempestivamente, il forasacco potrebbe lesionare il timpano o causare gravi forme di otite, talvolta con danni permanenti. Difficilmente il forasacco è visibile dall’esterno: è necessario pertanto un consulto veterinario.
  • Naso: la curiosità dei nostri amici a quattro zampe si manifesta anche attraverso vigorose annusate, ed è proprio così che il forasacco si infila nelle cavità nasali. L’animale comincerà ben presto a starnutire vigorosamente e ripetutamente e, nei casi più gravi, uscirà anche sangue dal naso. Con i ripetuti starnuti potrebbe riuscire a liberarsi da solo, ma questo purtroppo accade raramente; nella maggior parte dei casi è necessario un intervento veterinario. Non sottovalutare il problema se l’animale dovesse smettere di starnutire, perché, ad un certo punto, il naso “si abitua” alla presenza del corpo estraneo, ma questo non vuol dire che il forasacco sia uscito.
    Il veterinario interverrà con una rinoscopia, un esame diagnostico che permette di analizzare in profondità le cavità nasali e di estrarre i corpi estranei che si sono depositati anche in fondo ad esse.
  • Bocca: è probabilmente una delle situazioni più gravi, perché difficile da riconoscere nell’immediato. Il cane, correndo a bocca aperta, inala il forasacco direttamente in trachea e comincia a tossire. Se non si ferma nelle alte vie respiratorie, il forasacco giunge verso i bronchi e i polmoni. La situazione può degenerare in una polmonite da corpo estraneo anche dopo settimane dall’inalazione. Anche se si ferma fra le guance e le gengive può provocare facilmente ascessi. Cosa succede se un cane mangia un forasacco? Niente! Se il forasacco transita senza problemi nell’esofago, una volta arrivato nello stomaco viene distrutto dai succhi gastrici e quindi reso inoffensivo.
  • Occhi: le spighe più piccole o una parte di queste potrebbero penetrare sotto la terza palpebra. In questo caso l’animale non riuscirà a tenere l’occhio aperto e che lacrimerà abbondantemente. Anche in questo caso è consigliabile un consulto veterinario.
  • Zampe: se il forasacco è penetrato fra le dita della zampa, l’animale proverà dolore nell’appoggiarla, se la leccherà spesso e, con il passare dei giorni, una fistolizzazione all’esterno, ossia una piccola ferita che continua a spurgare pus o siero. Anche in questo caso, è necessario intervenire chirurgicamente.

 

Come dobbiamo controllare un cane al termine della passeggiata? 

Innanzitutto, è importante abituare fin da piccolo il cane ad essere manipolato. Dobbiamo accarezzare il cane bene e in profondità per accorgerci della presenza di spighe: le nostre mani sono il primo strumento di prevenzione per accorgerci in tempo dei forasacchi e toglierli prima che possano penetrare in profondità. Controllo del piede

  1. Partire dalle zampe, massaggiarle aprendo bene le dita fino in fondo, assicurandosi che non ci siano spighe piccole incastrate. Controllare anche sotto la zampa, nello spazio fra i cuscinetti. Ripetere per tutte le zampe.
  2. Controllare la zona delle orecchie e, in particolare, sollevarle se pendule. Passare la mano sotto e sopra le orecchie e nella zona vicino al condotto uditivo. Fare particolare attenzione se il cane in quella zona ha il pelo più lungo.
  3. Massaggiare il collo del cane, dal basso verso l’alto, fino ad arrivare alle guance.
  4. Far coricare il cane e controllare la zona dell’inguine e delle logge ascellari, non limitandosi a guardare ma passandoci più e più volte la mano.
  5. Controllare la zona perianale (sotto la coda) e delle cosce, che in molte razze è caratterizzata dal pelo più lungo.

Controllo del caneTutti questi accorgimenti vi permetteranno di ritagliarvi cinque minuti di coccole con il vostro cane e di vivere con serenità le vostre passeggiate.

I forasacchi sono un problema tanto diffuso quando insidioso, per questo è importante fare un controllo veterinario in caso di sospetto: per qualsiasi necessità contatta la Clinica Veterinaria S. Eusebio al numero 0376 710370.

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